Ogni forma è un volto che ci guarda
Serge Daney

Secondo le teorie dell'iconicità, i volti femminili rappresentati nel contesto della pubblicità producono un'immagine femminile oggettivata in modo da poter essere consumata come una commodity, alla stregua di un feticcio sessuale. Ho cominciato questa serie con le immagini familiari delle donne che appaiono sulle affissioni pubblicitarie; queste forme di rappresentazione della cultura di massa producono i loro codici culturali in maniera trasversale rispetto ai confini sociali e urbani.

Una caratteristica fondamentale della pubblicità è la sua natura effimera. Le campagne affissioni che uso hanno un ricambio di 14 giorni. La loro natura effimera è piuttosto interessante e parla di quanto la forma oggettivata femminile sia costantemente rinnovata in modo da essere efficace come forma di pubblicità. Questo aspetto ha ripercussioni ulteriori, visto che la pubblicità lavora generando desiderio; il turnover di 14 giorni è parte di una strategia commerciale. L'idea di società che la pubblicità esprime è specifica, potente, coerente e articolata.

La trasformazione di queste facce è un'operazione spirituale. Sono ispirata dalla teoria femminista in generale e dalla critica cinematografica in particolare, in special modo quella di Laura Mulvey quando parla della politica del potere sessuale dello sguardo. L'analisi che fa Luce Irigaray del cosiddetto “divino femminile” è cruciale per le investigazioni del mio lavoro nei codici dell'immagine femminile oggettivata. Restituisco lo sguardo a queste donne e quello che vedono è il mondo intero che abbraccia lo spettatore. In questo modo ribalto la relazione gerarchica tra chi guarda e chi è guardato.
Ho visualizzato nitidamente i Faccioni in sogno, forse perchè, come dice la Signora Ceppo nel secondo episodio di Twin Peaks


"Alcune idee possono arrivare sotto forma di sogno.
Posso ripeterlo.
Alcune idee arrivano sotto forma di sogno."
(trad. di Andrea Accardi e Alessandra Zarcone)


I Faccioni sono stati presentati per la prima volta al Museo Carlo Bilotti di Roma nel febbraio 2016. Hanno poi ispirato una rubrica di poesia (intitolata "Visti dai Faccioni") attualmente pubblicata sul mensile linus, insieme ai poeti Lidia Riviello, Marco Giovenale e Silvia Tripodi
Every form is a face that looks at us
Serge Daney

According to theories of iconicity, the feminine faces represented in the context of advertising produces a feminine image that is objectified so as to be consumed as a commodity and fetishized sexually. I have begun this series with the familiar image of women’s faces that appear on billboards; these forms of mass cultural representation produce their own cultural codes as they cross into and over social and urban borders.

A quintessential characteristic of advertising is its ephemeral nature. The billboard campaigns that are my source material have 14 day turnovers. The ephemerality is actually quite interesting and speaks about how the commodified female form must be constantly renewed to be effective as a form of advertisement. This aspect goes even beyond, since advertising works by generating desire; the 14 day turnover is part of that commercial strategy. The specific idea of society that advertising expresses is powerful, consistent and articulated.

My procedure of transformation of these faces is not subversive; instead, it is a spiritual operation. I am inspired by feminist theory in general and by feminist cinema critics in particular, especially Laura Mulvey’s concept of the sexual power politics of the gaze. Luce Irigaray’s analysis of the so called “feminine divine” has also been a crucial text for my work’s investigations into the codes of the commodified feminine image. I make these women look and what they see is the entire world that envelopes the spectator. This way the hierarchical relationship between the looker and the looked is turned upside down.
Faccioni appeared to me in a dream, maybe because, as the Log Lady said in the second episode of Twin Peaks

"Some ideas can arrive in the form of a dream.
I can say it again.
Some ideas arrive in the form of a dream."

Faccioni have been presented for the first time at Museo Carlo Bilotti in Rome in february 2016. It then inspired a poetry column (entitled "Visti dai Facioni") currently published on Italian linus magazine together with poets Lidia Riviello, Marco Giovenale and Silvia Tripodi


DAMA DI MEMLING MEMLING'S DAME, 88 x 134 cm
AMELIE, 53 x 73 cm


EVIL FACCIONE, 131 x 160 cm
FRIDA, 42 x 26 cm


DAENERYS, 110 x 138 cm